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Bonus ristrutturazione 2019: come funziona lo sconto


Bonus ristrutturazione casa 2019: come funziona lo sconto in fattura per chi effettua lavori per Ecobonus e Sismabonus. Come fare a scegliere opzione sconto invece che detrazione. Adempimenti necessari, modalità di pagamento. Cosa deve fare il fornitore per accedere al credito d’imposta.

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La grande novità dell’estate 2019 in materia fiscale è la possibilità di ottenere un sconto immediato in fattura, invece della detrazione in 10 rate per 10 anni, per chi procede ad interventi di riqualificazione energetica o di riduzione del rischio sismico, meglio noti come ecobonus e sismabonus.

In questo modo il contribuente italiano, invece di dover procedere ogni anno, per 10 anni, a riportare in dichiarazione dei redditi l’importo, operazione che consente di scalare dalle tasse la parte spesa, potrà optare per ricevere subito un “contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi stessi”.

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La norma, entrata in vigore con il Decreto Crescita, è già operativa. Vediamo come funziona e quali adempimenti occorre completare, per riscattare immediatamente una parte della somma spesa.


Quali interventi danno diritto allo sconto immediato

Le opere e gli interventi che danno diritto alla possibilità di scelta dello sconto immediato in fattura invece che alla detrazione sono tutti quelli compresi in:

  • Ecobonus
  • Sismabonus

La novità fiscale è ammessa sia per opere all’interno di fabbricati singoli che presso condomini.

Come funziona lo sconto immediato

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Per chiedere lo sconto immediato in fattura, occorre prima chiedere il consenso al fornitore: sarà costui ad accettare o meno, in quanto potrà e dovrà valutare la convenienza economica se accettare subito il pagamento di una cifra inferiore per poi usufruire del credito d’imposta.

Avuta l’approvazione, al momento dell’emissione della fattura, per l’azienda edile che ha eseguito i lavori non cambia nulla: la fattura indicherà l’importo complessivo.

Il cliente invece, eseguirà il pagamento soltanto dell’importo residuo dopo l’applicazione dello sconto. Un esempio renderà tutto più chiaro.

Ammettiamo di aver provveduto alla sostituzione degli infissi per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione. In questo caso la detrazione/sconto è pari al 50% dell’importo totale.

Se la somma spesa per i lavori è pari a €1500, al momento di pagare, l’importo versato sarà pari a €750 (ovvero il 50% di €1500).

Qualora si abbia provveduto alla sostituzione della pompa di calore, intervento con detrazione pari al 65%, e l’importo in fattura fosse di €2000, il cliente provvederà a pagare soltanto €700.

Dal totale di €2000 è stato infatti sottratto il 65%, ovvero €1300. E’ dunque chiaro che si tratta di un provvedimento davvero conveniente e che consente di intervenire in maniera molto più rapida, potendo sostenere spese molto più contenute.

Pagamenti

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Per quanto riguarda la modalità con cui vengono effettuati i pagamenti delle fatture, non cambia nulla. Il contribuente/cliente provvederà a pagare mediante bonifico bancario o postale parlante recante tutti i dati necessari per l’identificazione.

Vietati dunque pagamenti mediante:

  • contanti
  • assegno postale o bancario
  • carte di debito/credito

Cosa deve comunicare il contribuente

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Entro il termine del 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui ha effettuato i lavori in casa, il contribuente deve provvedere a comunicare all’Agenzia delle Entrate le informazioni dettagliate in merito agli interventi.

Farlo è semplice: occorre accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate e procedere ad inserire i dati personali e le informazioni riguardanti la tipologia di interventi, l’importo speso, i dati catastali dell’immobile, l’anno e il contributo richiesto oltre ad alcuni dati del fornitore, e relativo assenso.

L’assenso del fornitore è obbligatorio; per quest’ultimo infatti, potrebbe rivelarsi non molto conveniente la possibilità di godere del credito d’imposta. Pertanto, prima di procedere, è bene accertarsi che l’azienda edilizia, nella veste del titolare, sia convinto e disponibile a seguire tale modalità.

Rimane comunque disponibile la possibilità per il contribuente di recarsi di persona presso gli uffici oppure di inviare la documentazione mediante posta elettronica certificata, nota con la sigla PEC.

Ed in condominio?

Se l’intervento riguarda le parti comuni di un condominio, allora la comunicazione sarà compito direttamente dell’amministratore di condominio che provvederà ad effettuare l’invio dei dati necessari.

Cosa deve fare il fornitore

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Il fornitore, ovvero chi ha eseguito i lavori presso l’abitazione del contribuente, recupera lo sconto praticato al momento dell’emissione della fattura come credito d’imposta.

La compensazione avviene con modello F24 a partire dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui il cliente ha provveduto ad inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Oppure potrà cederlo ai propri fornitori, mentre è vietata la cessione del credito a banche ed altri intermediari finanziari. Chi riceverà a sua volta il credito, non potrà però cederlo a terzi soggetti.

La compensazione è concessa per ogni tipo di versamento che si effettua tramite modello F24, ovvero Iva, ritenute sullo stipendio dei dipendenti, contributi previdenziali. La compensazione è però divisa in cinque rate annuali di pari importo.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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